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29.04.2008
evento teatrale
alla Sala Raffaello

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Intervista pubblicata nella rivista interna Siemens

Paolo Morettini, dell'ufficio tecnico MED di Roma, è attore in una compagnia teatrale della capitale che a fine marzo ha messo in scena "Il medico dei Pazzi" di Scarpetta. In quest'intervista il collega racconta come è nata la sua passione extra-professionale.

D: Sig. Morettini, da quanto tempo lavora in Siemens e di cosa si occupa?

R.: Sono entrato in Siemens nel 1973 con la qualifica di disegnatore tecnico. Il mio lavoro consiste nel creare spazi utili per l'installazione delle nostre apparecchiature negli ospedali, cliniche e privati. Oltre alla progettazione, attualmente svolgo attività di supporto ai PM. Inoltre sono consigliere e responsabile area Centro-Sud del Circolo Aziendale.

D: Può raccontarci come sono nati i contatti con il teatro, la recitazione e quali sono i ruoli che ha interpretato?

R.: Per raccogliere dei fondi, più di dieci anni fa organizzai a scuola di mia figlia una piccola commedia con i genitori degli alunni; in quell'occasione si trovò anche un genitore che fece il regista. Quella fu la mia prima esperienza e devo dire che fu molto divertente.

Da allora non feci più nulla e mai avrei pensato di cimentarmi nuovamente in quest'attività, finché una conoscente mi invitò ad entrare in una compagnia teatrale amatoriale: non ci pensai due volte ed accettai. Uno dei motivi per cui accettai è che, quasi tutti stentano a crederlo, sono maledettamente timido e per me il teatro, la recitazione, poteva essere un valido rimedio per superare la mia timidezza. Così ho interpretato il ruolo del latin lover nel "Testamento"; dell'usciere del Tribunale nello "O'Scarfalietto" e, infine, il ruolo del proprietario di un caffè ne " Il medico dei Pazzi".

La compagnia di cui faccio parte esiste da più di venticinque anni e tutti gli anni mette in scena una commedia di autori napoletani, come lo Scarpetta, riadattati in romanesco da una collega della compagnia. La scelta di adattare e tradurre nel nostro dialetto testi napoletani è dovuta al fatto che esistono pochi autori di commedie comiche in romanesco ambientate nel 1800. Commedie comiche e di richiamo sono perlopiù napoletane e francesi.

D: Può dirci quali sono, secondo Lei, gli aspetti più belli e interessanti della recitazione?

R.: Mi è difficile trovare la cosa più bella di questa attività, potrei elencarne un paio, ma sicuramente tralascerò qualcosa. In primo luogo, la recitazione permette di dimenticare per un po' i problemi quotidiani, in quanto ci si deve concentrare per entrare in un personaggio nuovo. Poi il teatro ti aiuta e ti migliora, dandoti maggiore fiducia in te stesso. Delle volte si vedono arrivare dei principianti: sono timidi, paurosi e parlano magari con voce flebile. Alla fine, dopo un anno di lavoro, si stenta a credere che siano loro: totalmente diversi! Questa è una cosa che solo la passione può dare, il grande impegno, l'esercitazione, anche a casa davanti lo specchio o al bagno o in macchina.

D: Immaginiamo che il teatro possa occuparLe molto tempo: lo studio della parte, le prove, le rappresentazioni. Come riesce a coniugare lavoro e teatro?

R.: Mi sono organizzato in modo tale che non vada ad intralciare l'attività lavorativa. Ad inizio anno ci si riunisce e si stabilisce un calendario degli appuntamenti compatibilmente agli impegni di lavoro. Quest'anno abbiamo deciso di incontrarci due volte la settimana nel dopolavoro. Solo l'ultimo mese che si fanno anche le ore piccole per prepararci al meglio.

D: Ha un desidero particolare rispetto al Suo futuro teatrale?

R: Anch'io come quasi tutti ho un sogno nel cassetto , maturato dopo questo approccio al teatro, è quello di diventare un regista di una piccola compagnia , magari , chissà, proprio all'interno della stessa Siemens.